Passione Pappagalli

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Ogni pappagallo è suscettibile ad avere incidenti o ammalarsi in qualunque momento. Il nostro consiglio non può che essere quello di portare il pappagallo urgentemente dal vostro veterinario aviario di fiducia, affinché egli faccia la diagnosi e prescriva il trattamento opportuno. Molte volte piccoli incidenti o ferite che inizialmente non sembrano essere nulla di grave, finiscono per avere risultati tragici, ed altre volte ferite che possono sembrare serie al punto di mettere in pericolo la vita del pappagallo, risultano essere curabili con pochi punti.

Non si possono descrivere tutti gli incidenti che un pappagallo potrebbe avere in casa poiché ve ne sono di ogni genere, quindi ci limiteremo a descrivere grosso modo alcune situazioni tipo.

Quando ad un pappagallo accade un incidente, il principale problema normalmente è lo stress che lo accompagna. Per potere ridurre lo stress del nostro pappagallo, dobbiamo conoscerne il carattere. Alcuni si rilassano i compagnia del padrone , altri se restano soli, quindi cerchiamo di tenere in considerazione la personalità del pappagallo, eviteremo cosi di agitarlo. Una volta calmato il pappagallo cercheremo di prepararlo, nel modo meno traumatico possibile, per il trasporto dal nostro veterinario.

Le ossa degli uccelli sono vuote e rompendosi esplodono normalmente lasciando varie schegge e punte affilate che tagliano la carne con una facilità enorme. Questa è la ragione per la quale la maggioranza delle fratture negli uccelli è scomposta con fuoriuscita dell'osso dalla carne.

Questo tipo di ferita è molto grave, poiché il tessuto osseo degli uccelli muore molto rapidamente al contatto con l'aria, e anche se agiamo tempestivamente, è possibile che non si riesca più a saldare l'osso in modo corretto.

Se le ferite colpiscono la pelle o la massa muscolare, il danno è meno grave perché gli uccelli in quelle parti hanno una capacità di rigenerazione sorprendente e inoltre abitualmente, essi non sono soggetti alle infezioni come conseguenza di ferite, benché queste si possano a volte manifestare e ovviamente, bisogna sempre prendere le precauzioni necessarie per evitarle.

Quando il problema non viene da un incidente bensì da una malattia, le cose sono più complicate. Alcuni pappagalli sono autentici esperti nell'arte di nascondere i sintomi delle malattie e quando finalmente il padrone se ne accorge, spesso è troppo tardi.

Molte volte, li troviamo morti sul fondo della gabbia senza avere notato nulla di particolare e effettuata l'autopsia rileviamo che, senza alcun dubbio, stava soffrendo una terribile malattia da moltissimo tempo, senza che noi avessimo notato nulla.

Ed è proprio per questo, che le visite periodiche di controllo sono molto importanti nei pappagalli, la prevenzione è la cura più efficace.

Cerchiamo di descrivere i principali sintomi che si possiamo osservare in pappagallo che potrebbe essere malato:

 

Inattività

I pappagalli malati normalmente si mostrano poco attivi, dormono frequentemente durante il giorno con la testa messa tra le piume della schiena.

Mancanza di appetito

La maggior parte delle malattie provocano la mancanza di appetito, in questo caso possiamo osservare il pappagallo che non tocca il cibo che gli è offerto.

Eccesso di appetito

Alcuni malattie portano il pappagallo a mangiare tutta la giornata, e nonostante ciò, non aumenta ma perde peso.

Dimagrimento

Molte malattie provocano una perdita importante di peso. Questo non è sempre facile da vedere poiché le piume dissimulano il dimagrimento. Per essere sicuri che il pappagallo è magro, quello che possiamo fare è palpare il petto. In un pappagallo sano, il petto dovrebbe essere arrotondato ed appena dovremmo notare la chiglia, l'osso del petto. Se il pappagallo è magro, noteremo la chiglia affilata e senza carne intorno.

Piumaggio arruffato

L'arruffamento del piumaggio è una reazione del pappagallo per mantenere la temperatura interna. Intricando le piume mantengono un materasso di aria che il proprio corpo scalda e che li protegge dai cali di temperatura. Questo sintomo lo si può osservare quando fa molto freddo oppure quando il pappagallo si sente malato e deve mantenere la sua temperatura corporea.

Sguardo spento

È molto difficile descrivere questo sintomo e probabilmente passerà inosservato alla maggior parte dei proprietari che non hanno pratica, ma quando si acquisisce, è a mio giudizio il sintomo più evidente di una malattia in corso L'uccello sembra triste e gli occhi non sono completamente aperti ma leggermente chiusi

Diarrea

Le feci dei pappagalli quando sono normali hanno una parte solida di colore verdognolo ed una parte liquida trasparente o bianca. La quantità di un o un'altra parte, come la consistenza della parte solida, sono direttamente relazionate con l'alimentazione dell'uccello, quindi se il giorno prima abbiamo loro somministrato solo verdura e frutta è normale che la parte liquida sia maggiore della solida. Anche il colore viene condizionato dall'alimentazione, se mangiano semi è verdognolo, se mangia estrusi il colore è più sul beige, se mangiano pomodoro sono liquide e rosse e cosi via. Quando vediamo che le feci non presentano parti differenziate ma sono completamente liquide, anche se l'alimentazione e varia, ci troviamo davanti ad una diarrea.

Mucosità

Come gli umani, anche per i pappagalli alcune malattie fanno loro produrre una gran quantità di muco che sono espulsi per gli orifizi del naso.

Tutti quelli che abbiamo descritto sono solamente sintomi e qualunque di essi può essere provocato da una gran quantità di malattie differenti. Qualunque sia il sintomo qui descritto,dovrebbe spingerci ad uscire per andare subito dal veterinario, affinché egli diagnostichi la malattia in modo preciso e che possa somministrargli la terapia più indicata.

 

LA PREVENZIONE DELLE MALATTIE INFETTIVE

I Pappagalli risultano essere sensibili a numerose malattie infettive ad eziologia  batterica, virale, micotica o parassitaria.

La prevenzione delle malattie infettive in patologia aviare è probabilmente ancora più importante che in altri settori della veterinaria poiché molto spesso gli uccelli manifestano i sintomi di una malattia solo nel momento in cui il processo patologico è in uno stadio avanzato; l’istinto naturale di un uccello malato nel “mascherare” la propria malattia al fine di evitare l’aggressione da parte dei predatori (i Pappagalli sono prede naturali di molti animali) viene, infatti, mantenuto anche in cattività.

In molti casi, quindi, solo un occhio esperto può svelare precocemente un processo patologico in atto in un Pappagallo, che, spesso, viene sottoposto alla visita veterinaria quando le condizioni generali sono già particolarmente critiche.

La profilassi igienico-sanitaria risulta essere particolarmente importante in campo aviario dal momento che, a differenza di quanto avviene per molti animali domestici, non esistono in commercio (o sono difficilmente reperibili) sufficienti vaccini per prevenire le principali malattie. E’ possibile, tuttavia, seguire degli accorgimenti per prevenire le più comuni malattie infettive degli Psittacidi.

Di seguito vengono discussi i principali che, sebbene siano destinati in particolare agli uccelli destinati alla riproduzione (e quindi da introdurre o già presenti in un allevamento), possono essere, in gran parte, applicati anche ai “Pets”.

LA QUARANTENA

Ogni Pappagallo di recente acquisizione dovrebbe essere tenuto in isolamento per un periodo sufficientemente lungo (almeno 4 settimane) in un locale diverso da quello che ospita altri uccelli (sia che si tratti di un soggetto di allevamento che di un “pet bird”). Per un Pappagallo, infatti, non vi è niente di più pericoloso di un suo simile malato.

L’isolamento, inoltre, giova anche al nuovo acquisto sia perché sottoposto ad un controllo maggiore sia perché in assenza di altri uccelli non subirà lo stress dell’improvviso inserimento in un nuovo gruppo. Gabbia, mangiatoie, beverini ed altri accessori destinati al Pappagallo in isolamento non devono assolutamente venire in contatto con altri uccelli, mentre le operazioni di pulizia ed alimentazione del volatile in quarantena devono essere sempre successive a quelle rivolte ad altri uccelli presenti nella stessa abitazione o nel medesimo allevamento.

 

 

ACCERTAMENTI DIAGNOSTICI

Ogni Pappagallo in quarantena dovrebbe essere sottoposto ad accurata visita veterinaria specialistica, corredata da esame ematologico completo, esame microscopico delle feci, esame batteriologico da un tampone cloacale e test per la Chlamydia. I Pappagalli da destinare alla riproduzione dovrebbero essere testati anche nei confronti del virus della malattia del becco e delle penne (PBFD) e del Poliomavirus, al momento i più temuti agenti patogeni per un allevamento di Psittacidi. E’ auspicabile, tuttavia, che tali accertamenti vengano eseguiti annualmente anche in allevamento, così come sarebbe opportuno controllare almeno una volta all’anno il “Pet Bird” anche in assenza di sintomi di malattia.

 

CONTATTO CON ALTRI UCCELLI

Il contatto dei Pappagalli con volatili di altre specie deve essere sempre evitato o ridotto al minimo. Molti piccoli Passeriformi esotici (soprattutto Estrildidi e Fringillidi) risultano essere infetti di frequente da Salmonelle e da ceppi patogeni di Escherichia coli, mentre le specie insettivorealbergano normalmente nel loro intestino altri Enterobatteri potenzialmente patogeni per gli Psittacidi. Anche altri Psittaciformi possono, ovviamente, trasmettere malattie perché malati o portatori sani. E’ questo il caso più insidioso per un allevamento ed è in particolare associato ad alcune malattie virali come la malattia di Pacheco (spesso i Conuri della Patagonia ed i Conuri a testa nera di cattura ne sono portatori), la malattia del becco e delle penne (PBFD) e le infezioni da Poliomavirus e Paramyxovirus. Le infezioni specie-specifiche, come ad esempio le Coccidiosi, possono essere trasmesse solo da volatili della stessa specie, ma non è da escludere che ciò possa avvenire anche tra specie affini. Anche gli uccelli selvatici possono risultare veicoli di agenti patogeni ed è opportuno, per questo motivo, dotare l’allevamento di “reti anti-passero”.

 

L’ACQUA

E’ di fondamentale importanza fornire ai Pappagalli acqua fresca per tutto il giorno in contenitori puliti. L’acqua stagnante può essere facilmente contaminata da vari agenti patogeni (in particolare dallo Pseudomonas); da considerare la possibilità di dotare l’allevamento di abbeveratoi automatici a valvola direttamente collegati all’impianto idrico.

 

INSETTI TOPI E RATTI

Molti insetti (specie le mosche) sono potenziali vettori di agenti patogeni. Il locale di allevamento dovrebbe possedere zanzariere (le zanzare, inoltre, possono veicolare il virus del Vaiolo) per impedirne l’accesso. La lotta ai roditori deve sempre essere intrapresa al più piccolo segno di presenza di questi animali in allevamento; topi e ratti possono trasmettere numerose malattie ai Pappagalli (in particolare la Pseudotubercolosi), uccidere alcuni soggetti (specie neonati o giovani) e contaminare i mangimi con le proprie feci ed urine.

 

L’ALLEVATORE

In alcuni casi è proprio l’essere umano il responsabile della diffusione dell’infezione da un allevamento all’altro o da un soggetto all’altro del proprio allevamento. E’ sempre buona norma non toccare i volatili presenti in un altro allevamento e lavarsi e disinfettarsi le mani prima di accedere nel proprio. Sarebbe opportuno utilizzare indumenti (camice, calzari, guanti, ecc.) da indossare unicamente quando si entra nel locale d’allevamento. Conviene sempre isolare ogni soggetto malato e, possibilmente, trasferirlo in altro ambiente. Ricordarsi di accudire i malati solo dopo aver provveduto a tutti quelli in buona salute. Non toccare, infine, direttamente con le mani gli alimenti soprattutto se precedentemente si è tenuto in mano un Pappagallo che potrebbe aver lasciato sulle mani dell’allevatore le proprie feci che andranno a contaminare l’intero sacco di mangime. Questa evenienza accade in realtà molto più spesso di quanto si possa immaginare.

 

TRATTAMENTI FARMACOLOGICI ERRATI

La consuetudine (in particolare di alcuni allevatori) di somministrazione antibiotici in assenza di alcuna patologia d’origine batterica accertata (le famigerate “cure pre-cova”) è assolutamente da evitare. L’antibiotico, infatti, non è un vaccino e non svolge alcuna azione preventiva contro le malattie. Spesso, inoltre, viene impiegato a dosaggi errati e per periodi di tempo non idonei per cui è molto facile che si finisca per intossicare i volatili o selezionare ceppi batterici resistenti che saranno poi molto difficili da eliminare qualora la malattia si manifestasse in allevamento. Gran parte dei farmaci antibiotici per uso ornitologico, inoltre, sono costituiti da principi attivi di antica generazione verso i quali molti ceppi batterci hanno oggi sviluppato una notevole resistenza.

 

 

 

L'IGIENE

Come per tutti gli animali, e' necessaria una accurata pulizia e igiene.

I posatoi, abbeveratoi, mangiatoie, giochi, vanno lavati con frequenza, ogni tanto e' bene anche usare appositi disinfettanti acquistabili in commercio per igienizzarli. Il fondo della gabbia o della voliera deve essere sempre pulito, in quanto il pappagallo si potrebbe sporcare con le propri feci o quelle di altri, evitando così l'eventuale trasmissione di patologie.

Fornite di tanto in tanto la possibilità di fare un bagnetto, oppure spruzzate sui vostri animali acqua nebulizzata con spruzzini.

Solitamente un pappagallo Cenerino ha una ottima cura del suo piumaggio, si pulisce da solo, si liscia le penne con cura e quando ha finito si da una scrollata per rimettere a posto il piumaggio.

 

 

L'igiene è uno tra i fattori più importanti per il benessere del tuo pappagallo

La Pulizia delle gabbie in casa e non, deve essere possibilmente giornaliera con l’eliminazione del materiale fecale e dei residui di alimenti dal fondo. In particolare di tutti gli alimenti deteriorabile tipo,frutta, verdura, pasta, pastoni, ecc ecc, che potrebbero ammuffire portando il rischio di malattie. Le stesse considerazioni valgono anche per le gabbie o le voliere esterne; in tutti questi casi, tuttavia, va attentamente ponderata la pulizia delle stesse durante il periodo di cova, evitando di stressare e infastidire le coppie durante questa fase. Mangiatoie e le ciotole dell'acqua vanno lavate e disinfettate tutti i giorni Gli alimenti vanno conservati in luoghi asciutti e con contenitori idonei alla conservazione dei stessi. I nidi dopo le cova vanno disinfettati prima di essere di nuovo usati,(non farlo mai durante la cova). Pulire accuratamente almeno una volta la settimana tutta la gabbia eliminando i residui di cibo e non, che si depositano fra le sbarre e nelle giunture della gabbia o della voliera. Anche i posatoi vanno puliti periodicamente e possibilmente cambiati dopo un periodo ti tempo a secondo dell'usura.

 

Disinfettare per prevenire

Molti batteri patogeni sono resistenti alla maggior parte dei disinfettanti casalinghi di uso comune. Nel tempo molte ditte si sono specializzate in questo settore, mettendo a disposizione del consumatore medio, anche prodotti di ottima qualità e di altissima efficacia sia per la casa sia per gli animali. Uno dei prodotti più usati per questa operazione e la Steramina G un ottimo disinfettante da diluire in acqua. Oltre ad essere un ottimo disinfettante generale ad ampio spettro ha la caratteristica di non rilasciare vapori quindi non irritante per i pappagalli, anche se è meglio evitare il contatto diretto con gli stessi. La Steramina G è reperibile generalmente in tutti i negozi di animali. Si consiglia, per l'uso e la diluizione, di attenersi scrupolosamente alle indicazioni sulla confezione.

Mangiatoie e ciotole dell'acqua lavate e disinfettate tutti i giorni

Gli alimenti vanno conservati in luoghi asciutti e con contenitori idonei alla conservazione dei stessi.

I nidi dopo le cova vanno disinfettati prima di essere di nuovo usati,(non farlo mai durante la cova).

Pulire accuratamente almeno una volta la settimana tutta la gabbia eliminando i residui di cibo e non, che si depositano fra le sbarre e nelle giunture della gabbia o della voliera.

Anche i posatoi vanno puliti periodicamente e possibilmente cambiati dopo un periodo ti tempo a secondo dell'usura.

 

La pulizia della gabbia

La Pulizia delle gabbie in casa e non, deve essere possibilmente giornaliera con l’eliminazione del materiale fecale e dei residui di alimenti dal fondo. In particolare di tutti gli alimenti deteriorabile tipo,frutta, verdura, pasta, pastoni, ecc ecc, che potrebbero ammuffire portando il rischio di malattie. Le stesse considerazioni valgono anche per le gabbie o le voliere esterne; in tutti questi casi, tuttavia, va attentamente ponderata la pulizia delle stesse durante il periodo di cova, evitando di stressare e infastidire le coppie durante questa fase.

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